La vita umana ha un limite

“Who wants to live forever?” cantava il compianto Freddie Mercury, voce indimenticabile del gruppo britannico Queen per il film “Highlander” con Christopher Lambert dove si fantastica su degli uomini immortali in vita dal medioevo e che per essere uccisi dovevano essere decapitati da un loro simile.

Ora, senza essere cruenti o particolarmente fantasiosi, l’immortalità è forse uno dei sogni proibiti dell’uomo che non essendo dotato di una vita particolarmente lunga cerca da anni di allungarla con la medicina, spesso però producendo controsensi perché se da una parte si cerca di diminuire il tasso di mortalità naturale, dall’altra parte si continua a causare morte e distruzione in alcune parti del globo.

Ad ogni modo, da secoli si cerca di aumentare la longevità dell’uomo e se agli albori si moriva a quarant’anni per le scarse condizioni igeniche e sanitarie, negli anni l’aspettativa di vita è cresciuta notevolmente specialmente nei Paesi più sviluppati.

Centoventidue e basta

Degli studi hanno forse scoperto qual è il limite naturale della nostra vita e che sebbene saranno sempre fatti degli sforzi per allungarla, sembra non ci si riuscirà in nessun modo perché questo “stop” è codificato nei nostri geni e nel nostro DNA.

La persona più longeva è stata una donna francese, arrivata fino a 122 anni nel 1997, un traguardo davvero incredibile anche se è difficile pensare che lo si possa raggiungere in buona salute. Certo che se potessimo davvero avere la certezza di arrivare naturalmente a quella veneranda età probabilmente cambierebbero tantissime abitudini di vita e sicuramente non si verrebbe più considerati vecchi a settanta o ottant’anni.

Già adesso si è iniziato a considerare “giovani anziani” i sessantenni o anche i settantenni che comunque mantengono uno stile di vita molto attivo, cosa che fino a qualche anno fa era abbastanza impensabile. Forse i nostri geni non hanno smesso di evolversi e continuano a svilupparsi di generazione in generazione, quindi probabilmente la nostra sopravvivenza non dipende solo dalla medicina e dalla tecnologia.

Però a quanto pare degli studiosi sono arrivati alla conclusione che i 122 anni sono davvero il nostro limite di aspettativa di vita, anche se già arrivare oltre i 100 è un caso parecchio raro in qualsiasi parte del mondo.

Casualità o scienza?

Se questo è davvero il limite, bisogna sperare che si trovi il modo di arrivarci e anche in salute, ma ovviamente queste sono supposizioni, perché per quanto ne sappiamo potrebbe anche essere tutto un frutto di casualità, forse ci sono persone nate con dei geni diversi che permettono loro una vita più longeva.

D’altronde ci sono così tante persone nei Paesi più colpiti da guerre, malnutrizione e malattie che non arrivano neanche ai primi venti anni di vita e sembra una bella ipocrisia concentrarsi su un limite di vita così lontano mentre ancora molti dei problemi di mortalità mondiale non vengono assolutamente risolti.