Risparmiare spazio e salvaguardare i file con HD esterno

Al giorno d’oggi l’utilizzo di computer portatili o fissi è diventato indispensabile, il flusso di dati nella rete e file di dimensioni sempre più grandi finiscono sempre per riempire i dischi rigidi dei vostri computer in men che non si dica.

Anche se magari avete acquistato un portatile con un hard disk dalla capienza che può sembrare infinita potete essere davvero sicuri che lo spazio vi finirà in pochi mesi o che comunque inizierete a sentire l’esigenza di dover salvare i vostri dati in un altro posto. Si sa i computer spesso si guastano senza una ragione precisa e a meno che non siate dei tecnici informatici starete li a chiedervi perché non si accende più.

Nella peggiore delle ipotesi la parte guasta è proprio il disco rigido e li a meno che non vogliate spendere un patrimonio per far recuperare i file importanti da qualche azienda specializzata nel recupero file dai dischi rigidi danneggiati, allora potete dire addio ai vostri file di lavoro, le vostre foto, magari un libro che stavate scrivendo o alle applicazioni scaricate.

Versatilità e praticità.

Come si dice spesso: prevenire è meglio che curare. Vi consigliamo quindi l’acquisto di un comodo hard disk esterno sia per aumentare la capienza di spazio a vostra disposizione, sia fare un backup dei vostri file più importanti, in modo da averli sempre al sicuro nel caso il vostro computer decida di abbandonarvi.

Ormai gli hd esterni sono davvero comodi, di piccole dimensioni e collegabili facilmente tramite cavi USB a qualsiasi periferica che li supporti. Potrete infatti usarli anche con le Smart TV per vedere le vostre foto o dei film, oppure collegarli a qualsiasi altro dispositivo di riproduzione audio\video e portarli facilmente con voi da casa a lavoro, nel caso ci fossero dei documenti importanti sui quali dovete lavorare anche fuori dall’ufficio.

Utilizzare un Hard Disk esterno non richiede alcun tipo di conoscenza informatica, basterà collegare l’hard disk esterno al vostro PC o al vostro portatile tramite un cavetto USB (solitamente in dotazione) e lasciare che il vostro sistema operativo lo riconosca.

Una volta avvenuto il riconoscimento automatico, potrete iniziare a spostare i dati che preferite sul Hard Disk esterno che apparirà tra le Risorse del Computer come uno dei vostri dischi rigidi. Spostati i dati, potete facilmente scollegarlo tramite la Rimozione Sicura e rimuovere il cavo USB.

Dimensione non è sinonimo di spazio disponibile

Per quanto riguarda le dimensioni dell’oggetto, magari potrete pensare che essendo di piccole dimensioni, gli hard disk esterni non dispongano di tanto spazio per i dati. In realtà ormai anche gli hard disk esterni più piccoli possono arrivare a una capienza di addirittura un Terabyte.

Esistono Hard Disk esterni di varie marche, ma solitamente quelli venduti nei negozi specializzati sono tutti molto affidabili, ovvio che se poi puntate a un prodotto un po’ più professionale perché magari ci dovete caricare su dei dati importanti, allora vi consigliamo di informarvi presso il punto vendita o tramite internet su quale marca scegliere.

Tenersi in forma camminando con il contapassi

Molti sottovalutano gli effetti benefici di una bella camminata all’aperto sia nei luoghi naturali che nella città o paese nel quale si vive, si pensa infatti che sia meglio correre per smaltire i chili di troppo e tenere a bada l’avanzata inesorabile della pancia e dei fianchi.

In realtà sebbene il “running” sia diventata un’attività molto in voga tra gli amanti del fitness, basta una buona camminata giornaliera a buon passo per stare in forma senza dover necessariamente sforzarsi per cominciare a correre.

Questa potrebbe essere una soluzione comoda per chi abita in città e non vuole correre tra lo smog o sul duro asfalto e per chi predilige il ritmo più lento e rilassato di una passeggiata rispetto alla frenesia della corsa.

Per ottenere risultati migliori e più soddisfacenti potresti ricorrere all’utilizzo di un contapassi. Il contapassi è uno strumento molto utile che ti permette di monitorare la distanza percorsa giorno per giorno, in modo da mantenere un ritmo stabile e ad aumentare progressivamente la lunghezza delle proprie passeggiate.

Da polso o tascabile

Per scegliere il proprio contapassi è sufficiente stabilire quale tipo può essere il più adatto alle proprie esigenze. Il modello più comune è quello tascabile, dotato di un semplice display digitale che monitora il numero di passi fatti in base alle vibrazioni che il vostro corpo produce durante la falcata e si potrà sia mettere nelle proprie tasche o attaccarlo alla cintura.

Potrebbe essere che questi modelli riconoscano anche altri movimenti come “passi” e sbaglino il conteggio, motivo per il quale se volete essere davvero precisi conviene affidarsi ai contapassi da polso, dei nuovi modelli che vengono indossati come un orologio e sono sicuramente più comodi da portare in giro, dato che quelli tascabili potrebbero cadervi dai pantaloni o dal cinturino.

Esteticamente i contapassi da polso sono anche piacevoli da guardare, grazie al loro design molto moderno che dispone di un display digitale trasparente non ti faranno sfigurare durante le tue passeggiate.

Alcuni contapassi e calorie dispongono della funzione per poter essere collegati direttamente al proprio smart-phone ed essere utilizzati con delle apposite app per ottimizzarne l’utilizzo.

App Contapassi

A parte le suddette app che funzionano con alcuni tipi di contapassi da polso, nel caso si possieda uno smartphone sarà possibile scegliere tra numerosissime app contapassi sia a pagamento che gratis.

Quelle a pagamento sono più economiche di un contapassi da polso, ma ovviamente essendo dei programmi installati in un cellulare possono essere meno precise di un buon modello di contapassi e possono essere un buon compromesso per chi sta iniziando a “monitorare” le proprie camminate, magari per poi acquistare in seguito un vero contapassi di qualità.

Le app contapassi gratuite invece possono essere un po’ seccanti in quanto solitamente piene di noiose pubblicità che possono diminuire la qualità dell’esperienza, ma se si riesce a passarci su allora si potrà avere un discreto contapassi gratis direttamente sul proprio smartphone.

Problema mediatico del terrorismo

Dall’attentato al World Trade Center di New York dell’11 settembre 2001 la parola terrorismo sembra aver assunto connotati ancora peggiori di quelli ai quali eravamo abituati in passato.

Quando si parla di guerra al terrore vengono in mente eserciti di nazioni che cercano delle persone nascoste chissà dove e che nessuno riesce mai a trovare, alcune dinamiche di questa battaglia spesso somigliano a quelle degli anni della Guerra Fredda tra Russia e Stati Uniti d’America.

Il terrorismo perpretrato da singoli gruppi o da eserciti improvvisati ormai è entrato nelle nostre vite, volenti o nolenti non possiamo fare a meno di pensarci o di essere colpiti da qualche notizia che coinvolge attentati mortali o tentativi di stragi di massa sventati dalle forze dell’ordine.

Terza guerra mondiale

Analizzando gli avvenimenti degli ultimi quindici anni, ai conflitti in medio-oriente al terrorismo che sta colpendo sempre di più i grandi centri cittadini europei, più che una guerra invisibile al terrorismo si potrebbe parlare di terza guerra mondiale.

La stiamo vivendo, qui ed ora sulla nostra pelle e sebbene sia un tipo di conflitto diverso rispetto a quello che hanno vissuto i nostri nonni o bisnonni, la sensazione a volte è proprio quella.

Adesso, magari sarete tra quelli che non si fanno colpire dalle notizie e dal sensazionalismo che troppo spesso i media utilizzano per fare colpo sul lettore o sullo spettatore, ma state sicuri che a differenza vostra ci sono tantissime persone che si sentono davvero in pericolo e vivono in un senso di insicurezza non molto diverso da quello di chi abitava in una città sotto bombardamento.

D’altronde da quel che traspare dalla televisione, dai giornali e da internet, sembra che qualsiasi posto affollato possa essere un obiettivo dei gruppi di terrorismo. Purtroppo come ogni conflitto, il terrorismo porta con se l’orribile fenomeno dell’odio razziale, rendendoci paranoici nei confronti di persone di cultura diversa, persone innocenti che come noi cercano di fare il possibile per arrivare a fine mese e avere una vita serena. Così si allungano le distanze e i pregiudizi tra i popoli, l’umanità rimane ferma ai medioevali tempi delle crociate e non sembra fare progressi.

Terrorismo sul web

I media sono forse l’arma più potente dei gruppi terroristici, ma lo sono sempre stati anche di qualsiasi esercito regolare o nazione in guerra. La propaganda è il miglior modo per controllare le masse e per dare notizie false a riguardo Grazie a internet sia ai media nel web che i gruppi terroristici riescono a infilarsi ovunque, persino nei social network.

Non è raro che ogni tanto esca fuori la notizia di una cellula terroristica che ha iniziato a recrutare seguaci e membri tramite delle chat o delle pagine di un social network, una cosa che potrebbe far sorridere i miscredenti, ma che purtroppo è la cruda realtà.

Ancora peggio sono i siti web o i gruppi social per alimentare l’odio razziale e culturale che purtroppo raccolgono sempre più seguaci e non fanno che aumentare il livello globale di ignoranza e paura che ormai sembra dilagare ininterrottamente.

Mondo tutto collegato in un posto

Internet, se prima questo termine si riduceva ad un semplice scambio di e-mail da un server all’altro e a qualche pagina web disordinata e con poche funzionalità, adesso è diventato praticamente indispensabile per la vita di tutti i giorni. Se pensiamo che solamente trent’anni fa la letteratura di fantascienza con i suoi autori del periodo come William Gibson e Bruce Sterling aveva predetto il cyberspazio, questo mondo alternativo dove tutti potevano accedere con degli avatar e vivere vite parallele.

Sebbene non siamo ancora arrivati a inserire i cavi di connessione direttamente nel nostro cranio come i protagonisti di quei romanzi e racconti e a rischiare di trovarci col cervello bruciato nel caso di un attacco esterno da parte di un hacker, ormai abbiamo tutti un accesso al web e anche un nostro avatar, o anche più di uno.

La connettività si è così sviluppata negli ultimi dieci anni che ormai siamo praticamente connessi perennemente, basta avere uno smartphone in tasca ed eccoci che al bar, al lavoro o alla fermata dell’autobus siamo su internet a consultare notizie, controllare la mail e i nostri vari profili sui social network.

Ci colleghiamo al mondo senza neanche pensarci, come se fosse una cosa innata nell’essere umano, quando invece fino a qualche anno fa era davvero fantascienza. Il web e le sue infinite possibilità spesso influenzano il mondo e lo stile di vita delle persone, ormai infatti grazie ai video in streaming e alla possibilità di mostrare le proprie fotografie instanamente sulla propria pagina, sembra che ormai conti più il vedere.

Se già la televisione aveva iniziato a esaltare i beni materiali e la bellezza esteriore come valori assoluti, adesso il web ha accentuato questo aspetto dando anche la possibilità a chiunque di esprimere la sua opinione. La nostra mente viene colpita giornalmente dalle opinioni altrui, scritte sui social, nei commenti dei video e delle notizie, viviamo nell’illusione di conoscere tutti, si incontrano queste persone nel cyberspazio e poi si dimenticano il giorno dopo.

Spesso si partecipa a questo discussioni, commentando a nostra volta generando il più delle volte spiacevoli litigi che all’apparenza non ci fanno niente, perché fatti con persone lontane e sconosciute, protetti dallo schermo e dalle mura di casa nostra, ma al livello di psiche probabilmente in qualche modo influenzano il nostro pensiero.

Il collasso del web

Cosa succederebbe se l’intero web collassasse? Probabilmente chi era abituato a vivere senza non farebbe molta fatica a farne a meno, ma cosa dire delle nuove generazioni?

E possiamo essere certi che a livello economico ci sarebbero serie ripercussioni, visto che ormai moltissime aziende e business sono condotti esclusivamente via internet. I numeri che vediamo sul nostro conto in banca sparirebbero, d’altronde ormai le banche sono connesse alla rete e tutto passa attraverso di essa. Ci sono persone che si augurano la fine di internet, ma possono davvero essere sicuri di non soffrire anche loro delle conseguenze?