Problema mediatico del terrorismo

Dall’attentato al World Trade Center di New York dell’11 settembre 2001 la parola terrorismo sembra aver assunto connotati ancora peggiori di quelli ai quali eravamo abituati in passato.

Quando si parla di guerra al terrore vengono in mente eserciti di nazioni che cercano delle persone nascoste chissà dove e che nessuno riesce mai a trovare, alcune dinamiche di questa battaglia spesso somigliano a quelle degli anni della Guerra Fredda tra Russia e Stati Uniti d’America.

Il terrorismo perpretrato da singoli gruppi o da eserciti improvvisati ormai è entrato nelle nostre vite, volenti o nolenti non possiamo fare a meno di pensarci o di essere colpiti da qualche notizia che coinvolge attentati mortali o tentativi di stragi di massa sventati dalle forze dell’ordine.

Terza guerra mondiale

Analizzando gli avvenimenti degli ultimi quindici anni, ai conflitti in medio-oriente al terrorismo che sta colpendo sempre di più i grandi centri cittadini europei, più che una guerra invisibile al terrorismo si potrebbe parlare di terza guerra mondiale.

La stiamo vivendo, qui ed ora sulla nostra pelle e sebbene sia un tipo di conflitto diverso rispetto a quello che hanno vissuto i nostri nonni o bisnonni, la sensazione a volte è proprio quella.

Adesso, magari sarete tra quelli che non si fanno colpire dalle notizie e dal sensazionalismo che troppo spesso i media utilizzano per fare colpo sul lettore o sullo spettatore, ma state sicuri che a differenza vostra ci sono tantissime persone che si sentono davvero in pericolo e vivono in un senso di insicurezza non molto diverso da quello di chi abitava in una città sotto bombardamento.

D’altronde da quel che traspare dalla televisione, dai giornali e da internet, sembra che qualsiasi posto affollato possa essere un obiettivo dei gruppi di terrorismo. Purtroppo come ogni conflitto, il terrorismo porta con se l’orribile fenomeno dell’odio razziale, rendendoci paranoici nei confronti di persone di cultura diversa, persone innocenti che come noi cercano di fare il possibile per arrivare a fine mese e avere una vita serena. Così si allungano le distanze e i pregiudizi tra i popoli, l’umanità rimane ferma ai medioevali tempi delle crociate e non sembra fare progressi.

Terrorismo sul web

I media sono forse l’arma più potente dei gruppi terroristici, ma lo sono sempre stati anche di qualsiasi esercito regolare o nazione in guerra. La propaganda è il miglior modo per controllare le masse e per dare notizie false a riguardo Grazie a internet sia ai media nel web che i gruppi terroristici riescono a infilarsi ovunque, persino nei social network.

Non è raro che ogni tanto esca fuori la notizia di una cellula terroristica che ha iniziato a recrutare seguaci e membri tramite delle chat o delle pagine di un social network, una cosa che potrebbe far sorridere i miscredenti, ma che purtroppo è la cruda realtà.

Ancora peggio sono i siti web o i gruppi social per alimentare l’odio razziale e culturale che purtroppo raccolgono sempre più seguaci e non fanno che aumentare il livello globale di ignoranza e paura che ormai sembra dilagare ininterrottamente.